LEND – Lingua e Nuova Didattica
Riforma Istituti Tecnici
Meno lingue negli istituti tecnici: una riforma che guarda indietro
LEND, da sempre impegnata nella promozione del plurilinguismo come diritto e leva di equità, esprime forte preoccupazione per la riforma degli istituti tecnici prevista dal 2026/2027.
La riduzione delle ore di lingua straniera negli indirizzi AFM (Amministrazione, Finanza e Marketing) e RIM (Relazioni Internazionali per il Marketing) – con il passaggio della terza lingua nel triennio RIM da tre a una sola ora settimanale – rappresenta una scelta che indebolisce in modo significativo la qualità dell’offerta formativa. Non si tratta di un semplice riassetto orario, ma di un ridimensionamento strutturale delle competenze linguistiche degli studenti.
Le conseguenze di questa scelta non riguardano solo la didattica:
- si indebolisce la qualità della preparazione degli studenti: competenze avanzate in una seconda e terza lingua sono oggi un elemento distintivo nei percorsi formativi e professionali;
- si manda un segnale disallineato rispetto alle richieste del mondo produttivo, che continua a richiedere profili con solide competenze linguistiche;
- si aprono scenari critici sul piano occupazionale, con ricadute evidenti sull’organico dei docenti.
In gioco, però, c’è qualcosa di ancora più ampio. Il plurilinguismo non è un accessorio del curricolo: è uno strumento di accesso, partecipazione e cittadinanza. L’educazione plurilingue e interculturale è un diritto delle studentesse e degli studenti e una condizione essenziale per lo sviluppo di società democratiche. Ridurne lo spazio significa restringere gli orizzonti formativi e sociali delle nuove generazioni, limitando lo sviluppo di competenze fondamentali per il dialogo, il confronto, la mediazione e il rispetto della diversità.
Appare inoltre evidente la contraddizione tra questa misura e gli obiettivi dichiarati della riforma, che indicano il rafforzamento delle competenze linguistiche come prioritario. Ridurre il tempo dedicato alle lingue significa, nei fatti, andare nella direzione opposta.
In un contesto economico e sociale sempre più internazionale, questa scelta rischia di penalizzare gli studenti, limitandone le opportunità future e indebolendo il legame tra scuola e mondo del lavoro.
Per queste ragioni riteniamo che la riforma debba essere ripensata nel merito e nel metodo: non è con logiche di riduzione che si costruisce qualità, né con scelte che guardano al passato che si affrontano le sfide del presente.
Rivolgiamo un appello a tutte le insegnanti e a tutti gli insegnanti: è il momento di prendere posizione. Invitiamo chiunque abbia a cuore il futuro di questo Paese a contattare LEND per costruire insieme una risposta condivisa, definire linee di intervento comuni e promuovere azioni concrete a tutela del plurilinguismo nella scuola pubblica.
Ridurre le lingue è una scelta politica: difenderle è una responsabilità collettiva. Senza lingue non c’è apertura, e senza apertura non c’è futuro.
Roma, 30.03.2026
